Il mio viaggio a tutta birra (Parte 1)

“Dalla Chiara media e pizza al Lambic e Iscala Murada: il mio viaggio a tutta birra!” – Parte 1

Ci siete tutti? Valigie pronte?…allora dai che si parte!

Città di partenza:        Genova

Luogo:                         pizzeria sul lungomare

Anno:                          1994 circa

Tipica scena di un sabato sera italiano: pizzeria, tavolata di amici, chiacchiere e risate.

Arriva il cameriere, si ordinano le pizze e poi la fatidica domanda “Cosa vi porto da bere?” e qui ognuno si sbizzarrisce (coca-cola con il limone, acqua, aranciata, ecc…) e poi arriva la scelta della birra, scelta quasi inutile, tanto si sa già che è alla spina e chiara, l’unica cosa da decidere resta la quantità: piccola, media o brocca da 1 lt. 

Fino a quella sera, ero andata sempre sul classico, pizza e coca-cola ma nel momento di scegliere cosa bere, dico per la prima volta “Per me una chiara media”. Il cameriere me la porta, bella fresca, la bevo prima che arrivi la pizza e lì per lì provo una sensazione piacevole, questo gusto amaricante che rimane in bocca è una novità, una sorpresa. Finalmente arriva la pizza, il tempo passa e “magicamente” la birra si trasforma, non è più buona come prima, anzi mi lascia un sapore che non mi piace quasi più.

Sarà colpa della marca di birra? Sarà colpa del tipo di pizza? Mah…oppure questo è proprio il gusto che deve avere la birra? Rimango perplessa… a tutti gli altri amici piace lo stesso.

Questa situazione si ripete anche quando ci si vede al baretto di quartiere. Queste birre alla spina non mi convincono, sembra che abbiano tutte lo stesso sapore, ma non demordo.

Decido quindi, siamo nella seconda metà degli anni ‘90, di cambiare rotta e di virare verso le birre in bottiglia, immaginando che il problema sia proprio la birra alla spina. Chissà se la marca di birra che viene indicata, è poi la stessa che viene spillata? Magari viene servita una marca scadente…

Con le birre in bottiglia, invece, posso scegliere io che birra bere.

Inizia, quindi, la mia prima esplorazione birraria.

Devo dire la verità, in quegli anni si beve la qualsiasi, dalle birre dai nomi pseudo tedeschi in mega offerta al supermercato (non dimenticatevi che sono di Genova!) alle birre super alcoliche; non ditemi che nella vostra compagnia non c’era il fenomeno che si vantava di bere 4 Biere du Demon di fila e di non sentirle! Ma a parte questo chi beve birra viene diviso in 2 grandi categorie: chi beve la Beck’s e chi la Ceres, i fantomatici estimatori del doppio malto. Io faccio parte del gruppo Beck’s, lo confesso.

Nello stesso periodo poi si scoprono i pub, i primi luoghi di ritrovo di coloro che volevano bere birre diverse e immergersi in un’atmosfera più raccolta. A Genova, i più belli e forniti, sono quelli di stampo inglese/irlandese con le Guinness, le London Pride e la musica rock. Qui il palato comincia a sentire finalmente qualche differenza, si vede una luce in fondo al tunnel delle birre da discount, ho la certezza che esistano altre forme di birra.

Questa convinzione, perciò, mi fa aumentare la voglia di continuare la mia esplorazione e di proseguire il viaggio.

Fin da piccola, per le vacanze estive torno sempre al paesino d’origine di mia mamma dove vivono i nonni. Paesino di campagna dell’entroterra di Urbino, nelle Marche ma a un tiro di schioppo dalla Riviera Romagnola.

Ed è proprio qui, tra Rimini e Riccione, che un bel giorno, anzi una bella sera, un mio amico mi fa una proposta indecente…no, non è quello che pensate voi! Mi dice: “Stasera andiamo in un locale dove servono una birra spettacolare, vedrai”. Entriamo, ordiniamo 2 medie ed, in effetti, è veramente uno spettacolo vedere questa birra chiarissima dentro un bicchiere enorme che da solo pesa di sicuro più di 1 Kg! Alla faccia della media! Avete già capito di che birra si tratta?? Ma sì… è proprio lei, la mitica Hoegaarden, birra bianca (= Blanche) del Belgio.

Letteralmente amore a prima vista, praticamente abbiamo fatto l’abbonamento a quel locale, e chi ha avuto il coraggio di andarsene con una media del genere!

Grazie a questa birra, al suo gusto tipico, alla piacevolezza tanto cercata e finalmente trovata, il mio viaggio, che fino ad allora aveva seguito rotte un po’ incerte, fatte di tentativi e prove, diventa più definito, capisco dove andare.

Ultimi articoli che potrebbero interessarti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito utilizziamo strumenti di prime o terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookies sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (technical cookies), per generare report sull’utilizzo della navigazione (statistics cookies) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (profiling cookies). Possiamo utilizzare direttamente i cookies tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookies statistici e di profilazione. Abilitando questi cookies, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Leggi tutto…